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L’11 ottobre 2017 l’Autorità Garante per la Protezione dei Dati Personali ha diffuso Internet alcuni importanti consigli al fine di evitare che l’uso ricreativo dei droni muniti di fotocamera cagioni una lesione della privacy altrui.

In proposito, occorre anzitutto ricordare che – in base al nuovo Regolamento UE in materia di protezione dei dati personali (Regolamento UE 2017/679) – i droni e tutti i dispositivi elettronici devono rispettare i principi di privacy by design e privacy by default. Cioè devono essere costruiti e configurati per raccogliere meno dati possibile.

 D’altro canto, la diffusione delle riprese realizzate con il drone in un luogo pubblico può avvenire solo con il consenso dei soggetti ripresi, fatti salvi particolari usi connessi alla libera manifestazione del pensiero (si pensi ad esempio agli usi per finalità giornalistiche). Pertanto, in difetto di tale autorizzazione non è possibile diffondere le immagini dei soggetti ripresi, salvo che questi ultimi non siano riconoscibili, perché ripresi da lontano o perché i loro volti sono stati oscurati. Occorre altresì evitare di riprendere e diffondere immagini che contengono targhe di autovetture, indirizzi di casa, ecc., poiché anch’esse consentono di identificare le persone, e vanno dunque qualificate come dati personali. Le riprese ottenute tramite violazione degli spazi privati altrui (casa, giardino domestico), invece, sono sempre da evitare, anche perché si potrebbe incorrere nella violazione di norme penali.

Occorre inoltre evitare che l’utilizzo del drone invada la sfera privata delle persone, arrecando disagio ed influenzando il loro normale comportamento. E’ bene dunque comunicare preventivamente le proprie intenzioni, avvisare le persone che hanno il diritto di chiedere di non essere riprese nel loro privato, e fare in modo che il pilota del drone sia sempre ben visibile, in modo tale da non suscitare sospetti o allarme. Al pilota del drone possono chiedersi informazioni su come intende utilizzare le riprese ed eventualmente negare il consenso al trattamento dei dati raccolti, specie se sono previste forme di diffusione delle immagini.

Con riferimento invece alle conversazioni tra persone, eventuali frammenti registrati in modo accidentale possono essere liberamente utilizzati solo se non rendono riconoscibile il contesto, cioè il contenuto dei discorsi e le persone coinvolte. Al contrario, la captazione volontaria delle conversazioni altrui non è consentita.

Per qualsiasi violazione della normativa in materia di privacy ci si può rivolgere al Garante per la protezione dei dati personali o all’Autorità giudiziaria.

Avv. Carlo Polizzi


categoria:NewsPrivacy e diritti della personalità