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Sono ormai più di due anni che è in vigore il “Regolamento in materia di tutela del diritto d’autore sulle reti di comunicazione elettronica”, che ha attribuito all’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni ampi poteri in materia di repressione delle violazioni di diritto d’autore on line. Il procedimento, che si attiva a fronte di segnalazione del titolare del diritto, può portare – nel caso in cui l’AGCom riscontri violazioni massive e in mancanza di spontaneo adeguamento da parte del gestore del sito −  all’ emanazione di un ordine di rimozione dei contenuti (che in caso di inadempimento è soggetto a sanzione amministrativa) o, qualora i server siano collocati all’estero, all’ordine rivolto ai prestatori di servizi di mere conduit operanti sul territorio italiano di provvedere alla disabilitazione dell’accesso al sito e al contestuale reindirizzamento ad una pagina web contenente l’avviso che l’accesso al sito è stato disabilitato a seguito di un provvedimento adottato dall’AGCom.

Lo scorso anno (cfr. newsletter 4/2015) avevamo fatto un primo bilancio notando come, tra aprile 2014 e aprile 2015 l’AGCom aveva emanato 41 ordini di disabilitazione nei confronti di siti internet con server collocati all’estero. Ad aprile 2015, tuttavia, ancora 30 dei siti oggetto di ordine di disabilitazione erano ancora raggiungibili, e rendevano ancora disponibili opere protette in violazione dei diritti d’autore.

Nel secondo anno di applicazione del Regolamento, da aprile 2015 a maggio 2016, l’AGCom ha ricevuto 220 istanze: di queste 46 si sono concluse con l’adeguamento spontaneo del gestore del sito, che a seguito dell’avviso di apertura del procedimento ha rimosso le opere protette. In 70 casi l’Autorità ha dovuto archiviare il procedimento, prevalentemente per vizi di forma dell’istanza. Sono stati inoltre emanati 106 ordini di disabilitazione di accesso a siti internet, contenenti prevalentemente musica, film, serie televisive e partite di calcio in streaming. Dei 106 siti destinatari dei provvedimenti di disabilitazione, 65 sono oggi nuovamente attivi, raggiungibili al medesimo indirizzo. Pur essendo aumentati gli interventi dell’Autorità (220 provvedimenti  rispetto ai 161 dello scorso anno), e più che raddoppiati gli ordini di disabilitazione (106 rispetto ai 41 del primo anno), la strada della repressione amministrativa contro la condivisione in rete di opere protette dal diritto d’autore continua a non sembrare la via più efficace.

Avv. Chiara Pappalardo


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