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Il caso di Costa Crociere

Quest’estate Costa Crociere è stata condannata al pagamento di una sanzione amministrativa pecuniaria pari a 2.000.000 di euro per violazione degli artt. 21, 22, 24 e 25 del Codice del Consumo. Il provvedimento n. 27814 è stato emesso il 12 giugno 2019 dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato. Nell’inverno 2017 la società aveva programmato due crociere della durata di 14 giorni, “Neoriviera”, con partenza il 28 ottobre, e “Paradisi sul mare”, con partenza il 23 dicembre, che prevedevano entrambe tre tappe in Madagascar.

La compagnia di navigazione aveva omesso di specificare un’informazione per nulla trascurabile: ovverosia l’esistenza di un’epidemia di peste in Madagascar, che avrebbe comportato una variazione di rotta, impedendovi così lo scalo. Tale informazione, infatti, è stata fornita soltanto dopo la partenza, ostacolando, tra l’altro, l’esercizio del diritto di recesso spettante ai consumatori: a questi veniva “offerto” un bonus di 150 euro da spendere a bordo. A Costa Crociere è stato contestata la scorrettezza del comportamento tanto nella fase precontrattuale, quanto in quella post contrattuale. Per quanto riguarda la fase precontrattuale, la scorrettezza della condotta del professionista consiste nell’aver continuato a pubblicizzare e a vendere le crociere in oggetto anche a seguito della diffusione di comunicati di emergenza sanitaria da parte del Ministero della Sanità, senza avvertire i consumatori delle condizioni in cui versava il Paese. Tale informazione rientra certamente nei doveri di diligenza dei professionisti e non può essere rimesso alla scrupolosità dei consumatori. Nella fase postcontrattuale, l’Autorità ha ritenuto la condotta scorretta perché le modifiche alla rotta, che hanno comportato anche un prolungamento della durata del viaggio, sono state comunicate solo dopo la partenza, impedendo quindi ai consumatori l’esercizio del diritto di recesso. Il professionista ha inoltre omesso di informare adeguatamente i consumatori anche sugli altri diritti loro spettanti, quale il diritto a un rimborso del prezzo pagato, dovuto alle modifiche del viaggio.

Attenzione alle comunicazioni ingannevoli!

Con il con provvedimento n. 27883 del 31 luglio 2019 L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha condannato la società R.A.C. Italia S.r.l.s. (Registro Aziende Commerciali) al pagamento di una sanzione amministrativa pecuniaria pari a 180.000 euro per violazione degli articoli 20, 24, 25 co. 1, lett.d) e 26, co.1, lett.f) del Codice del Consumo.

La società aveva inviato, a partire dallo scorso ottobre un bollettino precompilato alle imprese di nuova costituzione con l’invito ad effettuare un pagamento presentato come necessario per l’iscrizione al registro delle imprese tenuto dalle Camere di Commercio.

Per indurre il destinatario a ritenere erroneamente che si trattasse di un pagamento dovuto, richiesto da un ente pubblico venivano impiegati elementi decettivi, quali, ad esempio, l’impostazione grafica dello stampato, la presenza dei principali dati dell’impresa destinataria, nonché l’indicazione di un termine di scadenza entro cui effettuare il versamento, mentre in una nota redatta con caratteri quasi illeggibili, si celava lo scopo effettivo del pagamento richiesto, ovverosia l’adesione ad una proposta commerciale/servizi pubblicitari.

 

Dott.ssa Eleonora Carletti


categoria:NewsPratiche commerciali scorrette e aggressive