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immagine articolo settembre 2017 (Santi)

A tre mesi dall’entrata in vigore della legge di contrasto al cyberbullismo (n. 71/2017), il Garante privacy ha pubblicato sul proprio sito internet un’infografica esplicativa della tutela apprestata alle vittime minorenni dal provvedimento e il modello di segnalazione da compilare ed inviare via e-mail (cyberbullismo@gpdp.it) al medesimo Garante.

Si ricorda che la legge in questione consente al minore ultraquattordicenne (autonomamente rispetto a chi esercita su di lui la potestà genitoriale) di inoltrare al titolare del trattamento o al gestore del sito internet o del social media un’istanza per l’oscuramento, la rimozione o il blocco di contenuti diffusi in rete, lesivi della sua dignità (ad es.: foto o video imbarazzanti o offensivi, post di minacce, insulti, ecc.).

In caso inottemperanza dei soggetti summenzionati o quando non sia possibile identificarli, potrà essere rivolta un’analoga richiesta al Garante, utilizzando il modulo predisposto da quest’ultima autorità, che provvederà, entro 48 ore dal ricevimento del reclamo, ai sensi degli artt. 143 e 144 del Cod. Privacy.
Per l’inosservanza delle prescrizioni del Garante (blocco o divieto di trattamento) potranno essere applicate le sanzioni  previste dall’art. 170 Codice Privacy (i.e.: reclusione da 3 mesi a due anni).

E’ importante, inoltre, evidenziare che il Garante in base alla legge de qua è legittimato ad intervenire anche al di là dei propri consueti ambiti di competenza, poiché la norma dell’art. 2 legge 71/2017 appresta la specifica tutela sopra descritta anche qualora le condotte incriminate non configurino un trattamento illecito dei dati personali del minore ai sensi dell’art. 167 del Codice.

Non sfuggirà a molti che l’impianto della legge ricalca il meccanismo di notice and take down utilizzato per la tutela del diritto d’autore on-line, la cui gestione è affidata ad altra autorità indipendente (AgCom).

Se tale meccanismo sia un’arma efficace per contrastare davvero il fenomeno dei soprusi da parte del “bullo” di turno nei confronti del malcapitato adolescente, sarà solo il tempo a stabilirlo.

Per ora il Presidente Soro ha dichiarato di avere trovato molto collaborativi i grandi gestori di siti internet, mentre così non è per i soggetti piccoli o non identificabili e di essere sempre più convinto che la prima arma per evitare conseguenze drammatiche per i minori è una “maggiore educazione all’uso della rete”, una nuova forma di educazione civica, che famiglie e scuola dovrebbero insegnare.

Per visionare i documenti pubblicati sul sito web del Garante clicca qui.

Avv. Santina Parrello


categoria:NewsPrivacy e diritti della personalità