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Il 4 febbraio u.s. è entrata in vigore la nuova legge sul telemarketing (L. n. 5/2018) che permette a chiunque non voglia ricevere telefonate promozionali o finalizzate al compimento di ricerche di mercato di iscrivere nel registro delle opposizioni  anche il proprio numero di cellulare o fisso non presente negli elenchi telefonici pubblici.

L’iscrizione nel suddetto registro farà venir meno tutti i consensi prestati dagli interessati finalizzati all’invio di materiale pubblicitario, di vendita diretta e per il compimento di ricerche di mercato attraverso l’uso del telefono. È prevista però un’eccezione a favore di quegli operatori che hanno ottenuto il consenso dell’interessato nell’ambito di specifici rapporti contrattuali in essere, ovvero cessati da non più di trenta giorni, aventi ad oggetto la fornitura di beni o servizi.

I titolari del trattamento sono tenuti a comunicare agli interessati nel caso di cessione di dati relativi alle numerazioni telefoniche gli estremi identificativi del terzo-cessionario a cui i medesimi dati sono trasferiti; in secondo luogo non possono comunicare a terzi, trasferire e diffondere dati personali degli interessati iscritti al registro per finalità di marketing non riferibili a loro attività, ai prodotti o ai servizi da loro offerti.

Inoltre, è previsto un obbligo di consultazione periodica del registro delle opposizioni prima di avviare una campagna pubblicitaria telefonica per verificare se l’interessato ha prestato o meno uno specifico consenso alla ricezione di chiamate per finalità pubblicitarie.

Per quanto riguarda le sanzioni applicabili in caso di violazione, le nuove disposizioni prevedono sanzioni amministrative (da 10.000 a 120.000 euro), fino alla sospensione o revoca dell’autorizzazione all’esercizio dell’attività nei casi più gravi. È stata, inoltre, prevista un’ipotesi di responsabilità solidale a carico dei titolari del trattamento e dei call center affidatari dei servizi di telemarketing per le violazioni commesse da questi ultimi.

Per l’immediata operatività della L. 5/2018 il MISE dovrà emanare, entro 90 giorni un decreto per determinare le tariffe applicabili e determinare le modalità di consultazione del registro. L’AgCom, dal canto suo, dovrà, entro il 5 maggio p.v., individuare “due codici o prefissi specifici” per identificare le chiamate telefoniche finalizzate ad attività statistiche e quelle finalizzate al marketing.

In conclusione il legislatore ha cercato di contrastare il fenomeno del telemarketing “selvaggio” allargando la possibilità di opporsi alle frequenti molestie telefoniche anche per i titolari  dei numeri cellulari; non è più necessario, infatti, installare nel proprio smartphone quelle App che ti permettono di bloccare le chiamate indesiderate.

Tuttavia è comunque importante valutare se tutti gli oneri posti a carico dei call center e dei titolari dei diritti siano adeguati e conformi alla normativa comunitaria in materia di libera circolazione di servizi, in quanto forse rischiano di limitare eccessivamente quelle iniziative promozionali che non hanno una finalità strettamente commerciale, come ad esempio le campagne promosse dalle associazioni no-profit finalizzate alla raccolta fondi.

Dott. Marco Botteghi


categoria:NewsPrivacy e diritti della personalità