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PZZ - foto contributo maggio

Con delibera del 5.04.2017 l’AGCM ha avviato un’istruttoria ai sensi della normativa antitrust (L. 287/1990) per accertare la violazione da parte di SIAE ed Assomusica, rispettivamente, degli artt. 102 e 101 TFUE, che vietano l’abuso di posizione dominante e le intese restrittive della concorrenza.

All’origine di tale provvedimento vi sono diverse segnalazioni di alcuni artisti e di imprese che, proprio come SIAE, operano nel settore della gestione collettiva dei diritti d’autore (c.d. “OGC” o “collecting societies”) o prestano servizi accessori.

Tali soggetti hanno lamentato diversi comportamenti di SIAE diretti ad ostacolare ed escludere i concorrenti dal mercato italiano della gestione dei diritti d’autore e della concessione di licenze agli utilizzatori delle opere protette – in relazione ai quali si sono sviluppati una domanda e un’offerta autonoma con riferimento ai servizi di tutela dal plagio, monitoraggio e reportistica sull’uso dei diritti e concessione di licenze in relazione alle musica di sottofondo, all’esecuzione dal vivo di opere di autori esteri o iscritti a collecting estere e alle opere on-line – estendendo i propri diritti oltre l’ambito di esclusiva di cui all’art. 180 della legge sul diritto d’autore.

Con riferimento agli autori, in particolare, SIAE: pretenderebbe il pagamento di fee di iscrizione da parte di autori non iscritti ad alcuna collecting o non iscritti a SIAE; pretenderebbe che co-autori e co-editori conferiscano mandato a SIAE (anche se uno di essi è iscritto ad altra collecting), rifiutando il deposito dell’opera in assenza delle firme di tutti i predetti soggetti (c.d. bundle soggettivo); pretenderebbe che il mandato conferito dagli autori riguardi l’intero repertorio (c.d. bundle oggettivo), impendendo così a questi ultimi di affidare a soggetti terzi la singola opera (eventualmente anche solo per determinati usi); pretenderebbe che gli autori, ove richiedano l’esclusione di alcuni diritti o categorie di diritti dal mandato conferito a SIAE, assumano l’onere di esercitare direttamente i diritti loro riconosciuti, senza poterli affidare ad altre collecting.

Nei confronti degli utilizzatori, invece, SIAE: minaccerebbe azioni nei confronti degli organizzatori di concerti dal vivo e dei gestori di esercizi commerciali, sostenendo di essere l’unica OGC a poter incassare le royalties dovute per l’esecuzione di musica in pubblico, anche per autori che hanno conferito mandato esclusivo ad altre collecting; riscuoterebbe le royalties dagli utilizzatori anche per artisti non iscritti a SIAE (in questi casi, peraltro, SIAE non restituirebbe la quota di spettanza dei co-autori non amministrati – cd. “Apolidi” – o amministrati da altre collecting diverse da SIAE). Inoltre, SIAE avrebbe instaurato un rapporto privilegiato con Assomusica, in virtù del quale i membri di tale associazione godrebbero di una riduzione sulla commissione normalmente corrisposta a SIAE dagli utilizzatori per la licenza del relativo repertorio.

Nei confronti degli OGC esteri, inoltre, SIAE pretenderebbe accordi di rappresentanza reciproca da tutte le collecting, impendendone così l’attività di licenza diretta sul territorio italiano per il repertorio dei rispettivi artisti.

I segnalanti hanno infine lamentato condotte di boicottaggio da parte di Assomusica nei confronti delle collecting concorrenti di SIAE. In particolare, Assomusica avrebbe diramato delle Linee Guida con cui invita gli organizzatori e i produttori di eventi musicali dal vivo a non sottoscrivere accordi di licenza con collecting diverse da SIAE e a non corrispondere i compensi dovuti agli autori iscritti a tali colleting.

Con la delibera in questione l’AGCM ha evidenziato anzitutto che la normativa europea in materia di copyright ha subìto importanti modifiche per effetto della Direttiva 2014/26/UE sulla gestione collettiva dei diritti d’autore e dei diritti connessi (c.d. Direttiva Barnier), in virtù della quale i titolari dei diritti possono affidare la tutela delle proprie opere agli OGC che ritengono più opportuni, indipendentemente dallo Stato membro di nazionalità, di residenza o di stabilimento dell’organismo di gestione collettiva o del titolare dei diritti. La Direttiva prevede altresì che in ciascuno Stato membro devono essere possibili la licenza e la raccolta diretta dei compensi d’autore da parte di qualsiasi collecting europea.

L’AGCM ha inoltre evidenziato che SIAE mantiene una posizione di stabile dominanza sull’insieme dei mercati rilevanti, nonostante la natura fortemente innovativa dei servizi offerti dai nuovi concorrenti e l’espressione di una domanda specifica per i singoli servizi, distinta dall’insieme delle attività di intermediazione sinora offerte dal monopolista di settore.

Le condotte poste in essere da SIAE nei confronti degli autori, degli utilizzatori e delle collecting estere sono state ritenute suscettibili di configurare un’unica e complessa strategia di abuso di posizione dominante, finalizzata ad escludere i concorrenti dai mercati della gestione e intermediazione del diritto d’autore, ostacolandone le attività nei mercati già esistenti e impedendo altresì l’emergere in Italia di nuovi mercati o segmenti di mercato contraddistinti da un grado di innovatività superiore a quello del monopolista. In questo contesto si inserisce altresì il trattamento preferenziale accordato alle imprese associate ad Assomusica, nonché le Linee Guida diramate da quest’ultima; condotte che, secondo l’AGCM, costituiscono un’intesa contraria alle norme di concorrenza nel mercato delle licenze dei diritti di esecuzione pubblica di opere musicali in eventi dal vivo, e rafforzano altresì l’effetto di esclusione conseguente all’abuso attuato da SIAE nei confronti delle nuove collecting.

Tali condotte sono state ritenute idonee a danneggiare le imprese e gli autori, riducendo la libertà di scelta della collecting a cui associarsi e ostacolando l’innovazione tecnologica, nonché la nascita e sviluppo di nuovi mercati, nella misura in cui impediscono l’affermarsi di un’offerta per servizi innovativi distinti, lasciando insoddisfatta una domanda che emerge ormai da tempo dal mercato.

Per tali motivi, l’AGCM ha ritenuto astrattamente configurabili, da un lato, un abuso di posizione dominante da parte di SIAE e, dall’altro, un’intesa anticoncorrenziale da parte di Assomusica nel mercato della concessione agli utilizzatori di licenze per i diritti di esecuzione pubblica di opere musicali, allo scopo di boicottare le collecting diverse da SIAE, mantenendo in tal modo le condizioni economiche esistenti a loro favore.

 

Avv. Carlo Polizzi


categoria:Diritto d’autoreNewsPratiche commerciali scorrette e aggressive