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Lo scorso 29 luglio (causa C-476/17), la Corte di Giustizia  si è pronunciata riguardo la tecnica del sampling per una presunta violazione dei diritti di proprietà intellettuale di un gruppo tedesco di musica elettronica, i Kraftwerk, da parte della casa di produzione tedesca Pelham Power Production: al momento della registrazione del brano musicale «Nur mir» (1997) la Pelham avrebbe riprodotto una sequenza ritmica di circa due secondi prelevata da un fonogramma contenente il brano musicale «Metall auf Metall» pubblicato precedentemente dai Kraftwerk (1977).Tale tecnica del “campionamento” consiste nel prelievo da parte di un utente, il più delle volte con l’ausilio di attrezzature elettroniche, di un campione di un fonogramma e nel suo utilizzo ai fini della creazione di una nuova opera. Già anni addietro i due fondatori dei Kraftwerk avevano fatto ricorso al Tribunale del Land di Amburgo, in via principale per la presunta violazione, da parte di Pelham, dei propri diritti connessi, essendo produttori del brano controverso ed in subordine per la violazione dei diritti loro spettanti in quanto interpreti del brano, nonché per alcune violazioni in materia di concorrenza. In primo grado venivano accolte le loro domande volte ad ottenere la cessazione della violazione, il risarcimento dei danni e la consegna dei fonogrammi per la loro distruzione, mentre l’appello proposto dalla Pelham dinanzi al Tribunale superiore del Land di Amburgo veniva respinto. In seguito la questione è giunta alla Corte federale di giustizia tedesca, che decideva di sospendere il procedimento e di adire la Corte di Giustizia in via pregiudiziale. I quesiti che sono stati posti alla CG vertono sull’interpretazione dell’art. 2 lett. c) e dell’art. 5 paragrafo 3, lettera d), della direttiva 2001/29/CE sul diritto d’autore e i diritti connessi nella società dell’informazione, nonché sull’art. 9 paragrafo 1, lettera b) e dell’art. 10, paragrafo 2, primo comma, della direttiva 2006/115/CE sul diritto di noleggio, diritto di prestito e taluni diritti connessi al diritto d’autore. Nello specifico, con la prima questione la Corte a quo si è chiesta se, ai sensi dell’art. 2 lett. c) direttiva 2001/29/CE, nel comporre una nuova opera si possa considerare lesivo del diritto esclusivo di riproduzione riconosciuto al produttore di fonogrammi l’utilizzo di un campione, anche minimo, dello stesso fonogramma da parte di un terzo. In risposta i giudici lussemburghesi innanzitutto hanno chiarito che l’armonizzazione compiuta dalla direttiva 2001/29 mira a garantire nell’ambiente elettronico un giusto equilibrio tra l’interesse dei titolari dei diritti d’autore e dei diritti connessi alla protezione del loro diritto di proprietà intellettuale ed altri diritti fondamentali, tra i quali rientra la libertà delle arti, sancita dall’art. 13 della Carta dei diritti  fondamentali UE e che in tale contesto la tecnica del “campionamento” (sampling) costituisce una forma di espressione artistica che rientra nella libertà tutelata dall’art. 13 della Carta. Pertanto, la Corte ritiene che l’art. 2 lett.c) della direttiva 2001/29 conferisca il diritto esclusivo al produttore di autorizzare o vietare la riproduzione del proprio fonogramma e di opporsi all’utilizzo da parte di terzo di un campione sonoro anche molto breve, salvo il caso in cui detto campione sia incluso in forma modificata e non riconoscibile all’ascolto.  In risposta alla seconda questione, ai sensi dell’articolo 9, paragrafo 1, lettera b), della direttiva 2006/115 viene affermato che non si può parlare di copia di un fonogramma, come nel caso in esame, se per la composizione di un nuovo bravo musicale non venga ripreso un campione che corrisponda alla totalità od una parte sostanziale di un altro brano. La Corte, poi,  si sofferma su un altro importante aspetto della legislazione in materia di diritto d’autore e diritti connessi per rispondere alla terza questione: sull’ammissibilità di una disposizione come quella tedesca che consente di pubblicare e sfruttare un’opera creata indipendentemente, utilizzando un’opera protetta senza l’autorizzazione del titolare della stessa. A tale riguardo, la Corte chiarisce che il legislatore europeo nel prevedere le eccezioni e limitazioni ai diritti dei titolari in materia di diritto d’autore, valutando anche le  esigenze del mercato in tale settore, è stato esaustivo e  pertanto ogni ulteriore restrizione, prevista dalla normativa di uno Stato Membro per i titolari delle opere, sarebbe in contrasto con il diritto dell’Unione europea. Quanto al quarto quesito, sull’interpretazione dell’art. 5 paragrafo 3, lettera d), della direttiva 2001/29, viene chiarito che nella nozione di “citazione”, di cui a tale disposizione, rientra ogni utilizzo di un campione dell’opera protetta che abbia l’obiettivo di interagire con l’opera in questione e non invece un utilizzo da cui tale opera non possa essere identificabile.  La Corte, per concludere, afferma che con l’art. 2 lett. c) della direttiva 2001/29 è stato raggiunto un livello di armonizzazione completa riguardo il diritto esclusivo del produttore di fonogrammi di autorizzare o vietare la riproduzione in tutto in parte delle proprie opere. Per cui uno Stato Membro non può ulteriormente limitare l’utilizzo di un’opera protetta per la creazione di una nuova opera, pienamente indipendente; in caso contrario ciò sarebbe senza dubbio in contrasto con l’interesse generale e tale da compromettere la tutela prevista dalla Carta dei diritti fondamentali.

 

Dott.ssa Clarissa Di Lorenzo


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