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Con la pronuncia n. 2539 del 23 aprile 2020 il Tribunale di Milano ritorna sulla distinzione tra fotografia tutelata come opera dell’ingegno ai sensi dell’art. 2 l.d.a. e fotografia semplice disciplinata dall’art. 87 l.d.a.

L’ oggetto del contendere era l’iconica immagine del lupo che ulula tra i fiocchi di neve riprodotta dal celebre artista statunitense Daniel J. Cox, uno dei più affermati fotografi naturalistici al mondo. Questi aveva convenuto in giudizio un noto stilista per sentirlo condannare al risarcimento del danno per violazione degli artt. 20 e ss l.d.a., a seguito della riproduzione della fotografia su alcuni capi di abbigliamento di una sua collezione.  Lo stilista contestava che la fotografia oggetto di causa fosse tutelata quale opera creativa ex artt. 1 e 2 l.d.a., e sosteneva potersi invocare soltanto la più restrittiva disciplina di cui agli artt. 87 e ss.

Come già ricordato in un precedente numero di questa newlsetter  il discrimine tra opera protetta e semplice fotografia è incentrato sulla capacità creativa dell’autore, intesa come capacità di trasmettere in maniera suggestiva un personale modo di vedere, sentire e interpretare un elemento della realtà immortalato in un dato istante. Così alcune pronunce giurisprudenziali che hanno affrontato il tema hanno ritenuto che l’impronta personale dell’artista possa manifestarsi, tra gli altri elementi, nella scelta e nello studio del soggetto da rappresentare (Cass. Civ. 21 gennaio 2000 n. 8425), o ancora, nel momento esecutivo della realtà rappresentata (Trib. Roma, sez. spec. 2 maggio 2000; Appello Milano 7 novembre 2000). Per quanto concerne invece la fotografia semplice, si può affermare che questa abbia uno scopo prevalentemente documentaristico, in quanto si limita a riprodurre fedelmente la realtà, ancorché mediante tecniche fotografiche complesse.  Nel caso che ci occupa, è stato senz’altro determinante, per il riconoscimento della tutela autoriale dello scatto di Cox, il momento esecutivo della riproduzione dell’animale intento a ululare; non meno importati sono stati la tecnica e la scelta del soggetto, risultati ambedue il frutto di un’attenta analisi dell’autore.

Questi i motivi che hanno condotto la Sezione Specializzata del Tribunale di Milano all’accoglimento della domanda attorea, riconoscendo che la fotografia rivendicata debba essere tutelata come opera protetta ai sensi dell’art. 2 n. 7 l.d.a., cui consegue il diritto dell’ autore a disporre dei diritti di sfruttamento economico ex art. 12 l.d.a. Il Tribunale ha inoltre condannato il soccombente al risarcimento del danno per violazione delle privative autoriali, nonché per colpa grave nel resistere in giudizio ex art. 96 c.1 c.p.c., perché lo stilista – per suffragare la sua tesi che l’immagine non fosse quella del fotografo – aveva prodotto in giudizio una rielaborazione grafica dell’opera.

Dott.ssa Eleonora Carletti


categoria:Diritto d’autore