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Il 14 agosto 2017 è stata pubblicata la legge n. 124/2017 (Legge annuale per il mercato e la concorrenza), che reca numerose disposizioni volte a rimuovere gli ostacoli regolatori all’apertura dei mercati, a promuovere lo sviluppo della concorrenza e a garantire la tutela dei consumatori, anche in applicazione dei principi del diritto dell’Unione Europea in materia di libera circolazione, concorrenza e apertura dei mercati, nonché delle politiche europee in materia di concorrenza.

Detta legge, entrata in vigore il 29 agosto 2017, ha modificato anche l’art. 73 l. 633/1941 (legge sul diritto d’autore), che disciplina il diritto al compenso spettante al produttore fonografico (cioè colui che ha realizzato e messo in commercio una registrazione su cui è fissata un’interpretazione artistica, ad es. la casa discografica) – titolare dei diritti connessi di distribuzione, noleggio e prestito dei fonogrammi – nonché agli artisti interpreti ed esecutori dei fonogrammi. Tale disposizione, in particolare, attribuisce al produttore fonografico e agli artisti interpreti ed esecutori il diritto ad un compenso per l’utilizzazione a scopo di lucro dei fonogrammi a mezzo della cinematografia, della diffusione radiofonica e televisiva, ivi compresa la comunicazione al pubblico via satellite, nelle pubbliche feste danzanti, nei pubblici esercizi ed in occasione di qualsiasi altra pubblica utilizzazione dei fonogrammi stessi. L’esercizio di tale diritto, tuttavia, era attribuito al solo produttore dei fonogrammi (che generalmente si avvale di una collecting society); gli artisti interpreti ed esecutori, quindi, non potevano richiedere direttamente agli utilizzatori il pagamento dei compensi dovuti, né potevano partecipare alla negoziazione dell’ammontare del compenso complessivo o agire in giudizio per la riscossione della quota di loro spettanza. D’altro canto, in considerazione del loro scarso potere contrattuale, gli interpreti ed esecutori venivano spesso costretti a rinunciare o a cedere al produttore il diritto al compenso in questione.

La l. 124/2017 ha finalmente colmato questo gap, estendendo agli artisti interpreti ed esecutori dei fonogrammi la legittimazione ad esercitare il diritto al compenso di cui all’art. 73 l.a. In particolare, è stato specificato che il compenso è riconosciuto, per ciascun fonogramma utilizzato, distintamente al produttore di fonogrammi ed agli artisti interpreti o esecutori, e che l’esercizio di tale diritto spetta alle collecting societies alle quali il produttore di fonogrammi e gli artisti interpreti o esecutori hanno conferito per iscritto il rispettivo mandato. In questo modo viene a crearsi un rapporto diretto tra gli artisti interpreti ed esecutori e le società di intermediazione che ripartiscono l’equo compenso, che potranno agire per conto dell’artista al fine di recuperare il compenso dovuto dagli utilizzatori. Inoltre – al fine di porre rimedio alla pratica della rinuncia o della cessione al produttore del diritto al compenso spettante agli artisti – è stato precisato che il compenso dovuto agli artisti interpreti o esecutori non è rinunciabile né può formare oggetto di cessione.

Avv. Carlo Polizzi


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