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Nel mio articolo “Nuova Conflittualità” del 11.03.2020, avevo ventilato l’insorgenza di un nuovo contenzioso generato dalla contingenza Covid-19 (tra cui, quello derivante da inadempimenti contrattuali), indicando, quale strada migliore per la sua risoluzione, l’utilizzo di strumenti alternativi a quello giudiziario (per migliore approfondimento, v. quanto già scritto). Ebbene, la correttezza di tale riflessione viene ora confermata dal recente intervento legislativo che ha previsto una nuova ipotesi di mediazione obbligatoria proprio con riferimento a determinate controversie generate dall’emergenza Covid-19.

La legge n. 70/2020, infatti, pubblicata in data 29.06.2020 in Gazzetta Ufficiale ed entrata in vigore il 30.06.2020, ha convertito in legge, con modificazioni, il DL 30.04.2020 n. 28 recante “Misure urgenti per la funzionalità dei sistemi di intercettazioni di conversioni e comunicazioni, ulteriori misure urgenti in materia di ordinamento penitenziario, nonché disposizioni integrative e di coordinamento in materia di giustizia civile, amministrativa e contabile e misure urgenti per l’introduzione del sistema di allerta Covid-19”.

Tra le novità introdotte, vi è la disposizione di cui all’art. 3, comma 1-quater che novella l’art. 3 del DL 6/20 (Misure Urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da Covd-19,) convertito con modificazioni, in legge 5.03.2020 n. 13, inserendo il seguente comma 6ter: “Nelle controversie in materia di obbligazioni contrattuali, nelle quali il rispetto delle misure di contenimento di cui al presente decreto, o comunque disposte durante l’emergenza epidemiologica da COVID-19 sulla base di disposizioni successive, può essere valutato  ai sensi del comma 6-bis, il preventivo esperimento del procedimento di mediazione ai sensi del comma 1-bis dell’articolo 5 del decreto legislativo 4 marzo 2010 n. 28, costituisce condizione di procedibilità della domanda”. Ebbene, il richiamato art. 6bis dell’art. 3 del DL 23.02.2020 n. 6, così recita: “Il rispetto delle misure di contenimento di cui al presente decreto è sempre valutato ai fini dell’esclusione, ai sensi e per gli effetti degli articoli 1218 e 1223 del codice civile, della responsabilità del debitore, anche relativamente all’applicazione di eventuali decadenze o penali connesse a ritardo o omessi adempimenti!”.

In sostanza, il legislatore, richiamando nella novella in esame tale ultima disposizione, ha introdotto una nuova ipotesi di mediazione obbligatoria con riferimento alle controversie generate da inadempimento di obbligazioni contrattuali in conseguenza del lockdown imposto dal DL 6/20 e dalle successive disposizioni di contenimento del Covid-19 e ciò limitatamente alle ipotesi in cui venga avanzata una domanda risarcitoria. Non sono, pertanto, assoggettate al tentativo obbligatorio di mediazione le controversie derivanti dal mancato rispetto di obblighi di fonte extra-contrattuale (ossia quelle conseguenti alla violazione non di un obbligo specifico derivante da un preesistente rapporto obbligatorio tra soggetti, bensì del dovere generico del neminem laedere, ossia, quello di non recare danno ad alcuno). Auguriamoci che anche le ipotesi per le quali non sia prevista la obbligatorietà del preventivo esperimento della mediazione, possano essere convogliate su questa strada quale libero e consapevole atto di volontà delle parti (e dei professionisti che le assistono) di accedere ad un sistema di risoluzione più veloce e autodeterminato. Ma la strada ormai è segnata in tal senso.

Avv. Rosanna Bisegna


categoria:Attività d’impresa