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La Corte d’Appello di Torino, con la recente sentenza n. 677/2019, conferma quanto già affermato dal giudice di prime cure con sentenza n. 1900/2017: la forma della Vespa, icona di stile, è inconfondibile e merita tutela non solo come marchio tridimensionale, ma anche in base al diritto d’autore, come opera di design industriale.

 La vicenda giudiziaria ha avuto inizio nel 2013, anno in cui due società cinesi – a seguito di sequestro di tre modelli di motociclo su esposto di Piaggio per violazione dei propri diritti sul marchio tridimensionale, avente ad oggetto la forma della Vespa – convenivano in giudizio la Piaggio Spa, chiedendo che venisse accertata la nullità del marchio della convenuta. Come già ricordato in un precedente numero di questa newsletter  (http://www.ftcc.it/giu-le-mani-dalla-mitica-vespa/) in primo grado il Tribunale di Torino accoglieva le domande riconvenzionali di Piaggio di contraffazione del marchio, di violazione del diritto autore e di concorrenza sleale limitatamente al modello Ves delle attrici,  rigettando la domanda attorea di nullità. Ed infatti il Tribunale si pronunciava riconoscendo al marchio di forma registrato Piaggio capacità distintiva per quattro caratteristiche principali ed individualizzanti della forma Vespa Piaggio, ricorrenti in tutti i modelli dal 1945 in poi ed in ogni caso nel modello Vespa LX.  Dopo due anni, a seguito di impugnazione proposta dalle società cinesi soccombenti, con sentenza del 16 aprile  2019 la Corte d’ Appello ha confermato quanto precedentemente deciso dal Tribunale.

 Le appellanti ritenevano vi fossero stati errori di fatto e diritto, da parte del giudice di primo grado,  nel valutare la validità e l’ampiezza dei diritti di esclusiva azionati da Piaggio ed in particolare nel ritenere proteggibile una forma idealmente risultante per astrazione dall’insieme di ciascuno dei diversi modelli di Vespa prodotti da Piaggio dal 1945/46.  L’appellata ha dimostrato, con un’attenta ricostruzione storica, che negli anni la Vespa avesse mantenuto inalterate le proprie caratteristiche estetiche essenziali, tanto da essere riconoscibile come una delle realizzazioni di maggior successo dell’industria italiana.

 Quanto al profilo della “distintività intrinseca” della Vespa LX quale derivazione della Vespa “storica” e a sua volta trasfusa nel modello oggetto di registrazione da parte di Piaggio, in appello sono state confermate le quattro caratteristiche distintive: la forma a freccia dello scudo frontale, la forma ad Ώ rovesciata, la forma ad X e la sagoma posteriore della scocca “a goccia”; come si legge in sentenza, nessuna di queste, però, assolverebbe ad una funzione tecnica, ma contribuendo tutte a caratterizzare esclusivamente il design dello scooter,  sono sostituibili con altre forme. La Corte quindi concorda con il primo giudice nel ritenere cumulabile, in presenza dei rispettivi presupposti, la tutela della forma della Vespa come opera del design protetta dal diritto d’ autore  in ragione del proprio valore creativo ed artistico e come marchio tridimensionale in funzione della sua capacità distintiva.

Piaggio, così, porta a casa una doppia vittoria.

 Dott. ssa Clarissa Di Lorenzo

 


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