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È di pochi giorni fa la notizia delle pesantissime sanzioni inflitte dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ai due principali produttori di smartphone, Apple e Samsung, con i provvedimenti PS11009 e PS11039 pubblicati il 24 ottobre. Entrambe le società sono state condannate per pratiche commerciali scorrette, ingannevoli e aggressive, in relazione agli aggiornamenti dei sistemi operativi dei propri smartphone.

Pur con le dovute differenza, la condotta era la medesima per entrambi i professionisti. In concomitanza con il lancio sul mercato del nuovo prodotto “top di gamma”, veniva rilasciato un aggiornamento del sistema operativo destinato alle precedenti versioni degli smartphone.  Questi aggiornamenti venivano automaticamente scaricati da tutti i modelli di smartphone teoricamente compatibili. Ed è qui che si cela la pratica ingannevole. Come è stato infatti appurato (in entrambi i casi) a seguito di lunga e complessa istruttoria, gli aggiornamenti dei sistemi operativi proposti provocavano non pochi problemi ai proprietari dei modelli precedenti. A seconda del modello, infatti, non tutte le nuove funzionalità erano applicabili, o in ogni caso sottoponevano l’hardware del telefono a sforzi non preventivati, in particolare sotto il profilo della batteria. Insomma, un po’ come montare il motore di una macchina da corsa su un vecchio macinino, con tutte le conseguenze che si possono immaginare. Al consumatore, però, non venivano comunicate – se non in termini estremamente vaghi e generici – le possibili conseguenze dell’aggiornamento del software, in particolare dell’impossibilità di tornare al vecchio sistema operativo una volta verificatisi i problemi correlati all’aggiornamento. Inoltre, quasi tutti gli smartphone le cui prestazioni erano peggiorate dall’installazione dell’aggiornamento del software (quelli meno recenti, come abbiamo visto) erano ormai fuori dalla garanzia legale di due anni (lasso di tempo più o meno coincidente con il lancio di nuovi modelli di smartphone). Questo poneva il consumatore di fronte alla scelta tra sopportare alti costi per la riparazione, o acquistare un nuovo smartphone.

La mancanza di informazioni, però, non è stato l’unico profilo di scorrettezza della pratica rilevato dall’Autorità Garante. Al consumatore, infatti, non solo non venivano date informazioni complete sul contenuto dell’aggiornamento e sui possibili problemi di malfunzionamento, ma questi veniva quasi obbligato ad installare l’aggiornamento del software. Come si è detto, infatti, l’aggiornamento veniva scaricato automaticamente e al consumatore veniva offerta unicamente la possibilità di scegliere se installarlo immediatamente, o rinviare l’installazione. Se il consumatore decideva di rinviare l’installazione, il dispositivo continuava periodicamente a rinnovare la richiesta di installazione (con una media di 4 – 5 volte al mese). Di fatto, come appurato dall’autorità, circa l’80% degli smartphone alla fine risultava aggiornato all’ultima versione del sistema operativo. La pratica è stata quindi ritenuta scorretta anche perché aggressiva.

Le sanzioni irrogate sono state il massimo edittale. Oltre alla dimensione economica dei due professionisti, e al livello di diligenza che ci si può aspettare da questi, è stato preso in considerazione anche il vantaggio che hanno tratto dalla pratica di obsolescenza programmata. Nel corso della sua istruttoria, l’Autorità ha infatti appurato che per i prodotti di cui si tratta (top di gamma dei due principali brand) la fedeltà al marchio è molto alta: circa il 70% dei clienti (di ciascun produttore) è infatti costituito dai cd. upgraders (consumatori che acquistano un nuovo modello dello stesso marchio, in sostituzione del precedente modello). Ed è su una base clienti di questo tipo che l’obsolescenza programmata funziona particolarmente bene, perché l’improvviso malfunzionamento del modello precedente, in concomitanza del lancio del nuovo modello, favorisce la sostituzione. Pare quindi giustificata la particolare severità nell’irrogazione della sanzione.

 

Avv. Chiara Pappalardo


categoria:NewsPratiche commerciali scorrette e aggressive