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Copia di immagine MARCO giugno 2017

Con sentenza n. 2294 pubblicata il 15.5.2017 il Consiglio di Stato ha ribadito la natura straordinaria, di carattere eccezionale, della legittimazione ad agire dell’AGCM ex art. 21bis della l. 287/1990 (rubricato: “Poteri dell’AGCM sugli atti amministrativi che determinano distorsioni della concorrenza”) con conseguente necessità di colmare in via interpretativa – con il ricorso ai principi generali, in particolare al divieto di interpretazione estensiva di cui all’art. 14 delle preleggi – eventuali lacune procedimentali.

Secondo il predetto art. 21bis “L’Autorità garante della  concorrenza e del mercato è legittimata ad agire in giudizio contro gli atti amministrativi generali, i regolamenti ed i provvedimenti di qualsiasi amministrazione pubblica che violino le norme a tutela della concorrenza e del mercato. L’AGCM, se  ritiene che una pubblica amministrazione abbia emanato un atto in  violazione delle norme a tutela della concorrenza e del mercato, emette, entro sessanta giorni, un parere motivato, nel quale indica gli specifici profili delle violazioni riscontrate. Se la pubblica amministrazione non si conforma nei sessanta giorni successivi  alla comunicazione  del  parere,  l’Autorità  può  presentare, tramite l’Avvocatura dello Stato, il ricorso, entro i successivi trenta giorni.”

La controversia verteva sulla tempestività del ricorso proposto avanti il TAR-Veneto dall’AGCM, che aveva ritenuto lesiva della concorrenza la mancata autorizzazione da parte del Comune di Venezia a favore di una società che intendeva offrire un servizio di trasporto turistico via mare.

Il Consiglio di Stato ha giudicato intempestivo il ricorso dell’AGCM, confermando quanto ritenuto dal TAR Veneto, ovverosia la sussistenza di un unico termine massimo complessivo improrogabile di 150 giorni per proporre ricorso, indipendentemente dalle date di comunicazione dei provvedimenti intermedi. In sostanza, una volta ricevuta la segnalazione da parte del soggetto che ritenga di esser stato leso da un atto della P.A., l’Antitrust, deve esprimere un proprio parere nel termine massimo di 60 giorni; tale parere sarà esaminato dall’amministrazione destinataria dello stesso entro i successivi 60 giorni; qualora detta amministrazione non intenda conformarsi al parere dell’Antitrust, quest’ultimo potrà proporre ricorso nei successivi 30 giorni.

Nel caso di specie, il provvedimento con cui il Comune di Venezia ha negato l’autorizzazione all’impresa di trasporto turistico deve quindi ritenersi definitivamente consolidato, in ossequio al principio generale di certezza delle situazioni giuridiche di diritto pubblico, essendo scaduto il predetto termine massimo improrogabile di 150 giorni per completare la procedura di cui sopra (salva sempre l’ipotesi che l’amministrazione non ritenga di provvedere autonomamente, modificando o revocando il precedente atto).

Dott. Marco Botteghi


categoria:Attività d’impresaPratiche commerciali scorrette e aggressive