FTCC | Studio Legale Associato

FTCC

News

LA NUOVA CLASS ACTION

class action

Senza grande clamore mediatico, sulla Gazzetta Ufficiale del 18 aprile è stata pubblicata la legge n. 31/2019, «Disposizioni in materia di azione di classe». La legge, destinata ad entrare in vigore 12 mesi dopo la sua pubblicazione, riforma in modo considerevole la disciplina della class action all’italiana, quale configurata dagli artt. 139 – 140-bis del codice del consumo, che vengono abrogati. Vale quindi la pena di soffermarsi sulle principali differenze fra la nuova disciplina e quella che, ancora per un anno, rimarrà in vigore.

Innanzitutto, la sede della materia: la class action emigra dal codice del consumo al codice di procedura civile, nel quale vengono introdotti gli articoli da 840-bis a 840-sexiesdecies (riuniti in un nuovo titolo, il titolo VIII-bis, dedicato ai procedimenti collettivi). Il cambiamento di sede è segno evidente del fatto che del nuovo strumento possono valersi non solo consumatori e utenti, ma una più vasta platea di soggetti, a tutela di una più ampia gamma di diritti. La nuova azione di classe infatti tutela in generale «i diritti individuali omogenei», senza le limitazioni previste dal secondo comma dell’art. 140-bis codice del consumo (diritti contrattuali, diritti dei consumatori finali di un prodotto o servizio nei confronti del produttore, diritti al ristoro del pregiudizio derivante da pratiche commerciali scorrette o da comportamenti anticoncorrenziali). Sarà quindi possibile ad esempio, sulla scia di Erin Brockovich, un’azione collettiva per il risarcimento dei danni derivanti da inquinamento ambientale.

Molte le novità di carattere processuale: l’azione di introduce con ricorso, invece che con atto di citazione; la competenza passa alle sezioni specializzate in materia di impresa; rimane invece il filtro di ammissibilità, sulla quale il tribunale decide preliminarmente con ordinanza, reclamabile in appello. Il promotore dell’azione gode di un regime probatorio agevolato: può ottenere con facilità ordini di esibizione a carico del resistente, e per accertare la responsabilità di quest’ultimo il giudice può avvalersi di dati statistici e di presunzioni semplici; se viene disposta una consulenza tecnica d’ufficio, l’anticipazione delle spese è a carico del resistente.

A differenza di quanto accede attualmente, l’adesione alla class action da parte di soggetti che si trovano nella stessa condizione del promotore può avvenire dopo la sentenza di accoglimento della domanda, e quindi quando è stato già stabilito che il resistente è tenuto al risarcimento del danno. La procedura di adesione è regolata minuziosamente, attingendo alla disciplina delle procedure concorsuali; prevede la nomina di un giudice delegato e di un rappresentante comune degli aderenti, scelto fra i soggetti che hanno i requisiti per la nomina a curatore fallimentare; prevede la redazione di un «progetto di diritti individuali degli aderenti», in relazione al quale resistente e aderenti possono presentare osservazioni scritte e documenti integrativi; e si conclude con un decreto (che costituisce titolo esecutivo) con il quale il giudice delegato, se accoglie la domanda di adesione, condanna il resistente al pagamento delle somme o delle cose dovute.

Accanto all’azione risarcitoria collettiva, l’art. 840-sexiesdecies prevede l’azione inibitoria collettiva, che può essere proposta separatamente o insieme all’azione di classe, e che può essere esperita nei confronti di imprese o di enti gestori di servizi pubblici o di pubblica utilità relativamente ad atti e comportamenti posti in essere nello svolgimento della loro attività.

Avv. Paolina Testa   


categoria:NewsPratiche commerciali scorrette e aggressive