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Con sentenza 11 giugno 2020, in causa C-833/18, la Corte di Giustizia UE ha preso protezione sulla questione relativa alla proteggibilità in base al diritto d’autore di una forma utilitaria. La questione aveva suscitato fin da subito l’interesse del pubblico, e non solo dei giuristi, perché relativa ad un oggetto molto conosciuto, la bicicletta Brompton, suscettibile di assumere tre posizioni diverse (posizione aperta, posizione piegata e posizione intermedia, che consente alla bici di rimanere in equilibrio sul terreno).

La Corte ha innanzitutto ribadito un principio già affermato nella sua precedente giurisprudenza (sentenza Cofemel, 12 settembre 2019, C-683/17), e cioè che le forme dettate unicamente da necessità tecniche non possono godere della tutela d’autore, perché ciò si tradurrebbe sostanzialmente in un monopolio sulle idee, a discapito del progresso tecnico e industriale.  Nel caso Brompton però la Corte fa un passo avanti: e afferma che quando la forma assolva ad una funzione tecnica, ma non sia dettata unicamente da quella, può esserci spazio per la tutela d’autore, quando il giudice del merito giunga alla conclusione che l’autore «abbia espresso la propria capacità creativa in maniera originale, effettuando scelte libere e creative», e «abbia modellato il prodotto in modo da riflettere la propria personalità».

Sulla base di quali elementi debba essere effettuata tale valutazione però non è chiaro, perché la Corte si è premurata di bocciare tutti gli indici sintomatici che il giudice del rinvio (Tribunale delle imprese di Liegi) aveva proposto: l’esistenza di altre forme possibili per raggiungere il medesimo risultato non è determinante per affermare la proteggibilità in base al diritto d’autore, anche se permette di constatare l’esistenza di una possibilità di scelta; del pari non è determinante, in senso contrario, l’esistenza di un brevetto successivamente scaduto (ma, verrebbe da dire, anche l’esistenza di un brevetto attuale), che può essere utile solo nei limiti in cui consenta «di rivelare le considerazione effettuate nella scelta della forma di cui si tratta».

In conclusione, la sentenza afferma un principio senz’altro interessante, e per certi versi innovativo, aprendo in linea di principio la strada alla tutela d’autore di forme tecniche. Non offre però elementi sufficientemente precisi per consentire di tradurre questo principio in realtà, e quindi vi è da chiedersi quale sarà, in concreto, la ricaduta pratica del principio.

Avv. Paolina Testa


categoria:Diritto d’autore