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Il 2 maggio è entrata in vigore la 64esima edizione del Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale, emanato dallo IAP. La novità principale rispetto all’edizione precedente, risalente all’8 marzo 2017, riguarda la modifica all’art. 11, la norma autodisciplinare dedicata alla tutela dei bambini e degli adolescenti. Il terzo comma dell’art. 11, oggi, prevede che “la comunicazione commerciale non deve contenere un’esortazione diretta ai bambini affinché acquistino o sollecitino altre persone ad acquistare il prodotto pubblicizzato”.

L’art. 11, il cui nucleo centrale era presente fin dalla prima edizione del Codice del 1966, preveda già da tempo il divieto di rivolgersi ai bambini affinché non sollecitino altre persone  all’acquisto del prodotto reclamizzato, divieto che venne introdotto assieme ad altre fattispecie specifiche nell’edizione del 1982. La novità della 64esima edizione consiste nell’aver espressamente previsto l’esortazione diretta ai bambini affinché acquistino, in prima persona, il prodotto.

 La necessità di questa previsione è stata illustrata dal Presidente dell’Istituto di Autodisciplina Pubblicitaria, Mario Barbuto (già Presidente della Corte d’Appello di Torino), durante l’Incontro Annuale IAP, svoltosi lo scorso 16 maggio alla Triennale di Milano. In questa occasione il Presidente ha fatto notare come ormai anche i più piccoli siano “iper-connessi”, è che già ben prima dei 12 anni utilizzino in autonomia tablet, smartphone e altri dispositivi per accedere ad internet. Questo li rende non solo destinatari della pubblicità,  come già avveniva in epoca analogica con pubblicazioni e programmi televisivi dedicati, ma – di fatto – mette i più piccoli in grado di effettuare acquisti on line.

La nuova espressa previsione autodisciplinare, tra l’altro, generalizza a tutti i prodotti un principio che si è già affermato nel settore alimentare con l’ “UE Pledge”. Questa è un’iniziativa volontaria su base europea lanciata nel 2007, a cui hanno aderito negli anni le più importanti imprese dell’industria alimentare, con lo scopo di modificare le modalità di pubblicizzazione di questi prodotti ai bambini. Uno degli impegni principali assunti dagli aderenti consiste, appunto, nel non rivolgere le comunicazioni commerciali direttamente ai bambini.

La nuova edizione del Codice è reperibile, come sempre, sul sito dell’Istituto.

Avv. Chiara Pappalardo


categoria:NewsPubblicità e comunicazione d’impresa