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E’ entrato in vigore il 22 giugno u.s. il D.Lgs. 11.05.2018 n. 63, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 130 del 7 giugno u.s., che ha attuato la Direttiva comunitaria 2016/943 sulla protezione del know how riservato e delle informazioni commerciali riservate (segreti commerciali) contro l’acquisizione, l’utilizzo e la divulgazione illeciti.

Il decreto apporta delle modifiche al codice della proprietà industriale e alle disposizioni del codice penale in materia, necessarie ad adeguare la normativa nazionale alla citata direttiva. Tra le altre modifiche, segnalo le seguenti:

  • viene ampliato il divieto, già esistente, di acquisire, rivelare o utilizzare, in modo abusivo, le informazioni ed esperienze aziendali riservate, salvo il caso in cui siano state conseguite “in modo indipendente dal terzo”, prevedendo che l’acquisizione, l’utilizzazione o la rivelazione di segreti commerciali si considerano illecite anche quando il soggetto “avrebbe dovuto essere a conoscenza del fatto che i segreti commerciali erano stati ottenuti direttamente o indirettamente da un terzo che li utilizzava o rivelava illecitamente”; in altre parole, quando il soggetto ignora colpevolmente l’origine illegale dei segreti;
  • viene previsto che, nell’adozione delle misure correttive susseguenti l’accertata violazione di segreti commerciali, il giudice debba considerare le “circostanze del caso concreto”, tra le quali “i legittimi interessi delle parti”, “dei terzi”, nonché “l’interesse pubblico generale”. In sostanza, spetterà al giudice svolgere un’attenta (e assai ardua) opera di bilanciamento dei vari interessi in gioco;
  • vengono introdotte specifiche previsioni rivolte a preservare la segretezza delle informazioni durante i procedimenti giudiziari relativi all’acquisizione, all’utilizzazione o alla rivelazione illecite dei segreti commerciali. Spetta al giudice il potere di adottare i provvedimenti che, nel rispetto dei principi regolatori del giusto processo, appaiono più idonei a tutelare la riservatezza dei segreti commerciali oggetto di causa, come del resto avviene già per prassi nei nostri Tribunali;
  • viene previsto che, nei procedimenti cautelari, il giudice, su istanza di parte, possa autorizzare la protrazione dell’utilizzazione dei segreti commerciali imponendo la prestazione di “idonea cauzione per l’eventuale risarcimento dei danni subiti dal legittimo detentore”;
  • all’art. 388 c.p., in materia di mancata esecuzione dolosa di provvedimenti giudiziari, viene introdotta la previsione di applicazione della stessa sanzione a chi elude un provvedimento che prescriva misure inibitorie o correttive a tutela dei diritti di proprietà industriale e a chi viola un ordine di riservatezza disposto con provvedimento giudiziale.

L’attuazione di questa direttiva da parte di tutti gli Stati dell’UE è fondamentale per ottenere una protezione dei segreti commerciali adeguata ed omogenea in tutta l’Unione. Tramite questa rete, infatti, si possono incentivare le attività innovative transfrontaliere ed incoraggiare un uso efficace di tali segreti per accrescere la crescita economica e l’occupazione.

Avv. Luciana Porcelli


categoria:Concorrenze sleale, know-how e segreto industrialeNews