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IMPERCETTIBILI SFUMATURE…

blu e argento

Il Tribunale UE ha affrontato di recente un interessante caso in materia di marchi di colore, colla sentenza del 30 novembre 2017 nelle cause riunite T – 101/15 e T – 102/15. La sentenza è stata resa a seguito di due procedimenti di nullità instaurati nei confronti di marchi di colore depositati da Red Bull GmbH. In entrambi i casi si tratta di un marchio composto da due colori, blu e argento, in parti uguali. La sfumatura è identificata dai codici RAL in un caso, e Pantone nell’altro. I marchi sono stati dichiarati nulli sia dalla divisione di annullamento che dalla commissione di ricorso dell’EUIPO. La nullità si fonda sulla mancanza dei requisiti di cui all’art. 7, par. 1, lett. a) del regolamento 207/2009, in quanto la rappresentazione grafica non è chiara, ed in particolare non comporta una disposizione sistematica che permetta di associare i colori in modo predeterminato e costante. Anche la descrizione che accompagna i marchi non permette una definizione univoca, dato che il testo (nel primo caso “la percentuale dei due colori è circa 50% e 50%”, mentre nel secondo “i due colori saranno applicati in proporzioni uguali e giustapposti”) permette una pluralità di possibili combinazioni.

Impugnando le decisioni della commissione di ricorso, Red Bull sostiene anzitutto che l’EUIPO abbia interpretato in maniera eccessivamente restrittiva la sentenza C-49/02 del 24 giugno 2004, di modo che ne risulterebbe un trattamento sproporzionato dei soli marchi di colore rispetto agli altri, richiedendo una descrizione dettagliata del modo in cui i colori saranno utilizzati sui prodotti: questo importerebbe una condizione ulteriore per la registrazione dei marchi di colore, non prevista per gli altri marchi, nemmeno per quelli cd. non tradizionali, come i marchi di forma o sonori.

Il Tribunale, ribadendo i principi espressi dalla Corte di Giustizia con la sentenza C-49/02, ha affermato che al fine di determinare in modo esatto l’oggetto della tutela conferita dal marchio che consiste in una combinazione di colori, è necessario che i colori che formano la combinazione siano raffigurati secondo uno schema specifico, che associ i colori in modo predeterminato e costante, al fine di impedire numerose combinazioni di questi, che renderebbero sia impossibile per il consumatore memorizzarli, sia impossibile per i concorrenti conoscere l’ampiezza del diritto anteriore. Infatti il titolare del marchio deve depositare una rappresentazione grafica dello stesso che corrisponda all’oggetto della tutela che vuole ottenere.

La necessità di un grado di precisione della descrizione più alto di quello richiesto per altre tipologie di marchio è giustificato dalla natura intrinsecamente meno precisa del marchio di colore in quanto tale. Al contrario, se l’EUIPO permettesse la tutela di una combinazione di colori che possa in concreto realizzarsi in numerose combinazioni diverse, questo significherebbe conferire una tutela sproporzionata rispetto allo scopo perseguito dal diritto dei marchi. Pertanto il primo motivo di ricorso è stato rigettato.

Il secondo motivo di ricorso, vertente sulla violazione del legittimo affidamento, è stato ugualmente respinto. La ricorrente infatti ha sostenuto che al momento del deposito della domanda l’esaminatore dell’EUIPO le aveva dato dei suggerimenti di integrazione della descrizione del marchio inizialmente presentata. Il fatto che si fosse adeguata a tali suggerimenti, ad avviso di Red Bull, costituiva un legittimo affidamento sulla validità del marchio. Il Tribunale ha in primo luogo ricordato che è necessario che le informazioni fornite siano precise, incondizionate e concordanti affinché si possa avere un affidamento legittimo,  cosa che non può dirsi dei suggerimenti forniti dall’esaminatore. Ha poi sottolineato come tali suggerimenti fossero in contrasto con la normativa vigente, e che il principio dell’affidamento non può in ogni caso prevale sulla certezza del diritto.

Avv. Chiara Pappalardo


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