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Santi immagine articolo maggio 2017

Lo scorso aprile è stato un mese difficile per i principali venditori online di biglietti dei concerti degli artisti più famosi sulla scena mondiale (quali, ad es., i Coldplay, Bruce Springsteen e gli U2) perché sono stati multati pesantemente (per circa 1,7 milioni di euro) dall’AGCM per aver posto in essere pratiche commerciali scorrette in violazione del Codice del Consumo.

In particolare, la società TicketOne (titolare di un’esclusiva per il canale online in base ad un accordo con gli organizzatori degli eventi) è stata accusata di non aver adottato misure efficaci contro il rastrellamento massiccio di biglietti da parte dei c.d. bagarini virtuali che, sfruttando le piattaforme dei gestori del mercato secondario (“secondary ticketing”), li hanno rivenduti a somme folli, addirittura 10 volte superiori al loro prezzo iniziale. Gli operatori del secondary ticketing (Seatwave, Viagogo, Ticketbis e Mywayticket) sono stati invece sanzionati per la diffusione di messaggi ingannevoli ed omissivi sulle caratteristiche dei biglietti commercializzati (valore facciale e numero di posto e fila), sui diritti e garanzie riconosciuti ai consumatori e sul ruolo di intermediazione svolto.

Sempre ad aprile, la SIAE ha pubblicato sul suo sito internet il “Libro bianco sul secondary ticketing”, raccogliendo oltre seicento segnalazioni di consumatori e associazioni impegnati a denunciare il fenomeno. Il documento analizza le modalità adottate da alcuni siti web per adescare i fan e convincerli all’acquisto sui canali non ufficiali di vendita, danneggiando così gli autori e tutta la filiera dello spettacolo dal vivo.

Anche il legislatore nazionale si è occupato della questione con l’emanazione di una norma, contenuta in uno dei centinaia di commi della legge di bilancio 2017, che stabilisce una sanzione pecuniaria da 5.000 a 180.000 euro  per la “vendita o qualsiasi altra forma di collocamento di titoli di accesso ad attività di spettacolo effettuata da soggetto diverso dai titolari”, nonché la rimozione dei contenuti o l’oscuramento dei siti di e-commerce dei biglietti. Purtroppo, la lentezza della burocrazia del nostro Paese sta avendo la meglio: nonostante siano trascorsi diversi mesi dall’entrata in vigore della legge, ad oggi non è stato ancora emanato il decreto ministeriale attuativo della disposizione sopra richiamata, che rimane allo stato lettera morta.

Ci ha pensato l’AGCM a supplire all’inerzia degli altri apparati pubblici. Se lo abbia fatto in modo legittimo o meno, lo deciderà prossimamente il giudice amministrativo dinnanzi al quale faranno ricorso alcune delle società summenzionate, come segnalato nei giorni scorsi dai principali organi di stampa.

Avv. Santina Parrello


categoria:NewsPratiche commerciali scorrette e aggressive