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E’ stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale dell’11 giugno u.s. il Regolamento UE 2019/945 relativo ai droni, più tecnicamente definiti sistemi aereomobili senza equipaggio, che è entrato  in vigore il 1° luglio p.v.. Il Regolamento intende offrire un quadro di requisiti generali per assicurare gli stessi standard di sicurezza in tutti i Paesi membri, che avranno tempo fino al giugno 2020 per adeguarsi alla normativa.

La novità più rilevante è che viene eliminata la distinzione tra droni a fini ricreativi e droni ad uso professionale e vengono adottate una serie di categorie distinte per dimensioni e prestazioni, quali altezza e velocità massima raggiungibile. Per tutte le categorie (ad eccezione di quelle a cui appartengono i droni con un peso inferiore ai 250 g. e comunque dei droni giocattolo destinati ai minori di anni 14) viene richiesto che il pilota abbia seguito un corso e superato un test su piattaforme online autorizzate.

Il Regolamento prevede, poi, che alcuni tipi di aereomobili siano dotati di una specifica certificazione sulla loro progettazione, produzione e manutenzione. Si tratta dei droni a maggiore rischio ovvero: quelli che hanno una dimensione pari o superiore a 3 m e sono progettati per essere utilizzati al di sopra di assembramenti di persone; quelli progettati per il trasporto di persone o di merci pericolose; quelli destinati ad essere impiegati nella categoria di operazioni cosiddetta “specifica”. La dichiarazione di conformità UE indicherà che è stata dimostrata la rispondenza del prodotto ai requisiti normativi che identificano la categoria di appartenenza e stabilirà, quindi, come e con quali limiti potranno essere usati.

Il Regolamento è stato accolto con estremo favore dagli operatori del mercato ed appassionati del settore. Del resto, l’intervento a livello comunitario è stato reso necessario dal crescente impiego di questi aereomobili e dunque dalla necessità di avere un quadro normativo comune, anche perché il mercato è in continua espansione e non accenna ad affievolirsi. Pensate che la Commissione europea prevede che entro il 2035 il settore europeo dei droni darà lavoro direttamente a più di 100.000 persone ed avrà un impatto economico superiore a 10 miliardi di euro all’anno. Ma, come la stessa Commissione ha osservato, man mano che l’uso dei droni si diffonderà, aumenterà anche la necessità di trovare un equilibrio tra i vantaggi e i rischi che ne derivano in materia di rumore ed emissioni di CO2, oltre che di privacy. A tale ultimo riguardo, il Garante Privacy aveva pubblicato tempo fa una info-grafica con i consigli per un uso rispettoso del drone che potete trovare qui.

Avv. Luciana Porcelli


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