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La Corte di Cassazione (Sez. I civ., 3 aprile 2020, n. 7677) si è recentemente pronunciata in tema di prescrizione del diritto al risarcimento del danno da illecito antitrust, al fine di individuare la collocazione temporale del dies a quo del termine prescrizionale, tra il momento in cui la condotta illecita viene posta in essere e quello in cui il danneggiato percepisce di esserne stato vittima (c.d. “lungolatenza” dell’illecito antitrust).

Il caso giudiziario di cui si discute si inserisce all’interno di un’articolata vicenda che ha avuto inizio con il provvedimento sanzionatorio dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato n. 17131 del 3 agosto 2007 con cui era stato accertato l’abuso di posizione dominante da parte di due grandi società di servizi di telefonia, per aver applicato condizioni tecniche-economiche più favorevoli rispetto a quelle applicate dagli operatori concorrenti per la terminazione fisso-mobile  alla clientela aziendale.

Successivamente alla pubblicazione del provvedimento dell’AGCM, nel luglio 2012, un concorrente ha citato in giudizio dinanzi al Tribunale di Milano una delle due società sanzionate per accertare l’illecito per abuso di posizione dominante, in violazione degli artt. 101 e 102 TFUE, e l’illecito extracontrattuale ed anticoncorrenziale, in  violazione degli artt. 2043 e 2598c.c. Tuttavia, il Tribunale ha ritenuto fondata l’eccezione, sollevata dalla convenuta, di prescrizione dell’illecito anticoncorrenziale ed ha respinto, inter alia, le domande attoree risarcitorie, facendo coincidere il dies a quo ai fini della prescrizione con la data di avvio del procedimento dell’AGCM (23 febbraio 2005).

La Corte d’Appello di Milano, con sentenza n.  2179/2016, ha confermato la decisione resa nel giudizio di primo grado: in particolare, secondo i giudici d’appello la normativa introdotta dalla direttiva 2014/104/UE (recepita nel nostro ordinamento  con D.Lgs. n. 3 del 2017), che prevede la sospensione del termine di prescrizione durante tutta l’istruttoria condotta dall’Autorità Garante fino a un anno dopo la definitiva decisione sull’infrazione, non ha efficacia retroattiva (ai sensi degli artt. 21 e 22 della Direttiva) e pertanto non avrebbe dovuto essere applicata alla vicenda risalente al 2007.

La Cassazione, successivamente investita della vicenda, con la sentenza n. 7677/2020 ha chiarito ulteriormente che le norme di natura sostanziale, come quella sulla prescrizione, non sono retroattive ai sensi dell’articolo 11 delle disposizioni preliminari al codice civile,  salvo che non sia disposto diversamente, cosa non avvenuta in sede di recepimento della direttiva del 2014. E, nel rispetto della giurisprudenza precedente,  ha affermato che il dies a quo del termine di prescrizione, ai sensi degli artt. 2947 e 2935 c.c., deve essere individuato nel momento in cui il titolare del diritto al risarcimento  “sia ragionevolmente informato”, “o si possa pretendere che lo sia”, della condotta illecita posta in essere dal danneggiante. Tale momento  per un’impresa  che opera nel medesimo settore di quella dominante,  ed in quanto tale è tenuta a vigilare sulle condotte degli altri operatori nel mercato di suo interesse, può essere anticipato alla data di avvio dell’istruttoria dinanzi all’AGCM.

Nel caso in esame, pertanto,  con la pubblicazione  nel febbraio 2005 sul sito ufficiale dell’Autorità Garante dell’avvio dell’istruttoria antitrust, la società ricorrente avrebbe potuto percepire l’illecito ovvero avrebbe potuto prendere coscienza di aver subito un danno ingiusto ed azionare il proprio diritto utilmente entro il febbraio del 2010.

In definitiva, la Suprema Corte si è espressa affermando che, nel nostro ordinamento, anche nel regime anteriore all’entrata in vigore della Direttiva 104/2014,  il diritto al risarcimento  del danno da illecito antitrust non si può considerare pregiudicato se il termine quinquennale di prescrizione inizia a decorrere alla data di avvio del procedimento amministrativo dinanzi all’Autorità Garante per l’accertamento dell’abuso di posizione dominante, rispetto ad un’impresa concorrente.

Dott.ssa Clarissa Di Lorenzo


categoria:Attività d’impresaNews