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Da quando è scattata l’emergenza Coronavirus, l’AGCM monitora costantemente gli operatori del mercato dell’e-commerce ed interviene prontamente contro quelli che, sfruttando il particolare momento, adottano comportamenti scorretti e ingannevoli. Tra i tanti provvedimenti dell’Autorità, ha suscitato molto clamore l’intervento cautelare disposto il 22 marzo scorso nei confronti di GoFundMe, la piattaforma di crowdfunding che attualmente gestisce molte raccolte fondi in favore degli ospedali che fronteggiano l’emergenza sanitaria. In primis, la campagna organizzata da Fedez e Ferragni in favore dell’Ospedale San Raffaele che, dopo solo 7 ore, aveva già raccolto più di 1 milione di euro e, in pochi giorni, ha superato l’obiettivo dei 4 milioni di euro.

L’Autorità ha ritenuto che le modalità di acquisizione delle commissioni reclamizzate come facoltative fossero tali da esercitare un indebito condizionamento nei confronti dei soggetti donanti, che potevano non rendersi conto della possibilità di modificare o annullare la cifra preimpostata dalla piattaforma. La commissione, infatti, era preimpostata su un valore pari a una quota percentuale della somma donata (10%) e poteva essere annullata solo cliccando su “Altro” in un menu a tendina adiacente ed inserendo l’importo zero.

Scrivo al passato perché la piattaforma si è subito attivata: aderendo alle richieste dell’Autorità, ha eliminato il meccanismo di preselezione della commissione facoltativa, impostandola a “zero” e lasciando il soggetto donante libero di aumentarla.

Ma questo non è bastato a quietare le polemiche sorte nel frattempo tra Fedez e il Codacons che aveva segnalato la questione all’Autorità. Il Codacons ha chiesto che le “commissioni occulte” vengano automaticamente restituite ai consumatori (considerato l’importo raccolto, non si tratterebbe di bruscolini) e che si prendano dei provvedimenti rispetto a tutte le raccolte fondi per evitare ulteriori truffe. Fedez, invece, ha insistito affinché non si pongano limiti a queste lodevoli iniziative ed è stato accusato di aver ingiustamente scatenato i propri followers contro l’Associazione di consumatori. Leggo che il caso Codacons/Fedez è perfino finito all’attenzione di Governo e Parlamento. Qualche giorno fa è stata infatti presentata addirittura un’interrogazione parlamentare volta a chiedere al Governo, fra l’altro, se intende attivarsi affinché tutte le raccolte fondi siano direttamente controllate dal Dipartimento della Protezione civile, in modo tale che le somme raccolte confluiscano direttamente e sicuramente nelle casse degli enti interessati e quali interventi intenda adottare per limitare l’uso della violenza verbale sui social. Insomma: la bagarre non accenna a placarsi.

Avv. Luciana Porcelli


categoria:NewsPratiche commerciali scorrette e aggressive