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Lo scorso 8 settembre, la Corte di Giustizia si è espressa su una domanda di pronuncia pregiudiziale, proposta nell’ambito della causa C-160/15 tra, da un lato, GS Media BV (gestore del sito internet “GeenStijl”) e, dall’altro, Sanoma Media Netherlands BV (editore olandese della rivista “Playboy”), Playboy Enterprises International Inc. e Britt Geertruida Dekker (presentatrice TV olandese).

In sintesi, la controversia trae origine dalla pubblicazione, nell’ottobre 2011, sul sito  scandalistico di gossip ed attualità “http://www.geenstijl.nl/” di un collegamento ipertestuale ad un sito australiano, che metteva a disposizione fotografie di nudo della signora Dekker, senza il consenso della società Sanoma, cui appartenevano i diritti d’autore sulle foto in questione.

Nonostante le richieste di Sanoma, GS Media si è sempre rifiutata di eliminare i link alle foto dal sito web summenzionato in virtù dell’asserito prevalente diritto di informare i propri lettori e, anzi, ha pubblicato, a più riprese, ulteriori link ad altri siti, che rimandavano alle immagini di nudo della signora Dekker.

La questione pregiudiziale rispetto alla quale è stata adita la Corte ha riguardato l’interpretazione della nozione di “comunicazione al pubblico” ai sensi dell’art. 3, paragrafo 1, della direttiva 2001/29/CE. In particolare, è stato chiesto alla Corte se la pubblicazione su un sito di un link ad altro sito di terzi sul quale l’opera è messa a disposizione senza il consenso del titolare dei diritti configuri un atto di comunicazione al pubblico, soggetto, pertanto, all’autorizzazione dell’avente diritto.

Nel pronunciarsi sulla questione sottopostale, la Corte, pur sottolineando l’importanza che internet riveste per la libertà di espressione e d’informazione, ha chiarito che costituisce una comunicazione al pubblico il collegamento ipertestuale all’opera creato perseguendo un fine lucrativo, poiché deve presumersi che tale collegamento sia avvenuto con piena cognizione del fatto che l’opera è protetta e che il titolare del diritto d’autore non ha acconsentito alla sua pubblicazione su internet.

Qualora non possa rintracciarsi una finalità lucrativa nella condotta del linker, per ritenere che il collegamento ipertestuale effettuato da questi costituisca una comunicazione al pubblico ha rilievo la circostanza che (i) tale soggetto sia al corrente (o sia tenuto ad esserlo) del fatto che il link fornisca l’accesso ad un’opera illegittimamente pubblicata perché, ad esempio, informato di ciò dai titolari del diritto d’autore; oppure che (ii) siano state eluse le misure restrittive adottate dal sito sorgente contente l’opera protetta per impedire l’accesso agli internauti non abbonati.

Nel caso di specie, quindi, GS Media, pubblicando i link che rinviavano a siti internet in cui erano messe a disposizione le foto di nudo della popolare starlette olandese, ha realizzato una comunicazione al pubblico illecita, in violazione dei diritti d’autore di Sanoma, poiché era perfettamente consapevole che quest’ultima non aveva mai autorizzato tale pubblicazione via internet.

Si segnala, da ultimo, che nella sentenza de qua, la Corte ha avuto anche modo di fornire un’interpretazione autentica delle note decisioni Svensson (sentenza 13.2.2014 – causa C-466/12) e BestWater (ordinanza 21.10.2014 – causa C-348/13), che differiscono dal caso “Sanoma” proprio perché nei precedenti summenzionati “la Corte ha inteso pronunciarsi unicamente sul collocamento di collegamenti ipertestuali verso opere che sono state rese liberamente disponibili su un altro sito internet con il consenso del titolare”.

Avv. Santina Parrello


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