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Il 4 maggio u.s. il Comitato Europeo per la Protezione dei Dati ha adottato le linee guida sul consenso aggiornate rispetto a quelle emanate un paio di anni fa dal Working Party art. 29.

Le uniche modifiche sostanziali alle precedenti linee guida sul consenso riguardano l’argomento dei cookie ed è interessante notare come precedano l’intervento del legislatore europeo che non ha ad oggi ancora emanato il tanto atteso Regolamento e-privacy (che dovrebbe soppiantare la vecchia direttiva in materia) e recepiscano i recenti orientamenti post GDPR di alcune autorità di controllo nazionali sul consenso cookie, come ad es. il CNIL francese.

I temi sui quali il Comitato si è espresso sono i seguenti:

a. la validità del consenso fornito dall’interessato quando interagisce con i cd. “cookie walls”;

b. l’ambiguità del consenso in relazione al cd. “scrolling”.

Con riguardo al primo tema, il Comitato ha ribadito che non può ritenersi libero il consenso prestato dall’utente con riferimento ai c.d. cookie walls poiché l’utente è obbligato a cliccare sul tasto “accetta i cookie” del banner di informativa breve per poter accedere ai servizi, funzioni e contenuti del sito internet di interesse. I cookie walls costituiscono infatti un blocco all’accesso del sito, a meno che l’utente non accetti i cookie. In questo caso, si tratta di un consenso obbligato e condizionato e l’interessato non ha alcuna possibilità di scegliere se prestare o meno il consenso perché se vuole accedere ai servizi del sito deve accettare giocoforza tutti i cookie rilasciati da questo sito.

In proposito il Comitato ha, inoltre, chiarito che non possono trovare accoglimento le giustificazioni addotte dai quei titolari che sostengono che l’interessato può sempre rifiutarsi di dare il consenso e rivolgersi ad altro titolare che offre sul mercato servizi equivalenti ai propri. In questo caso, infatti, la libertà di scelta dell’interessato dipenderebbe da terzi (ossia da ciò che offrono le altre imprese concorrenti) e il titolare sarebbe costretto a monitorare costantemente il mercato per verificare i servizi di tali competitors. Soluzione questa che non è evidentemente percorribile.

Con riguardo allo “scrolling”, il Comitato ha affermato che lo scorrimento della pagina, modalità di prestazione del consenso indicata in alcuni banner cookie di informativa breve, non soddisfa i requisiti del consenso quale azione positiva inequivocabile di volontà poiché è difficile distinguere questa attività da altre interazioni dell’utente con la conseguenza che il consenso è in questo caso da considerarsi ambiguo. Inoltre, la revoca del consenso diviene difficile ed è di fatto ostacolata perché se l’utente non è consapevole di aver prestato il consenso non è nemmeno nelle condizioni di ritirarlo.

Per consultare la versione aggiornata delle linee guida sul consenso clicca qui.

Avv. Santina Parrello


categoria:NewsPrivacy e diritti della personalità