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Il Tribunale di Firenze è intervenuto nuovamente in materia di applicazioni online (più comunemente app) diffuse nelle più importanti piattaforme mobile (Apple App Store e Google Play Store) per dirimere una controversia insorta tra due società attive nel settore farmaceutico che avevano messo in vendita nei diversi App Store alcune applicazioni che consentono di monitorare la salute degli utenti e dei loro familiari in qualsiasi momento, archiviando dati relativi ai referti clinici, ricordando attraverso un agenda le terapie da effettuare e permettendo agli utenti, attraverso un collegamento con Google Fit, di tener traccia dell’attività fisica effettuata durante la giornata.

La ricorrente Planning Farma S.r.l (d’ora in avanti PF), titolare del marchio figurativo UE, di seguito rappresentato, per prodotti e servizi afferenti alle classi 9, 38, 41 e 44, registrato in data 28.3.2013 chiedeva l’inibitoria, con efficacia in tutti gli Stati Membri UE, all’utilizzo del segno “CheckApp” e di ogni altro segno confondibile con il predetto marchio da parte della resistente Apoteca Natura S.p.A. (d’ora in avanti AN), la quale in data 19.5.2017 aveva depositato domanda di marchio nazionale “APOTECA NATURA CheckApp”, come da rappresentazione, per prodotti e servizi nelle medesime classi rivendicate dalla ricorrente.

La ricorrente PF oltre al sequestro di tutte le pagine internet e di ogni altro materiale riportante il marchio ritenuto contraffattorio, chiedeva la rimozione dell’applicazione della resistente dagli App store e da ogni altra pagina internet, unitamente al ritiro di tutto il relativo materiale pubblicitario, di presentazione e vendita della resistente.

Con ordinanza n. 793/2018 del 27.3.2018 il Giudice decidente ha inibito alla resistente, non costituitasi in giudizio, l’uso in qualsiasi modo del segno “Check App” ritenuto in contraffazione del marchio registrato dalla società ricorrente, autorizzando il sequestro della documentazione contabile e commerciale e ordinando la rimozione dell’App della resistente dalle predette piattaforme, anche con l’ausilio dei titolari delle stesse, la cui responsabilità non è stata, in questo caso, nemmeno prospettata da PF attesa l’attività meramente tecnica, passiva e automatica rispetto ai contenuti lesivi caricati dalla resistente.

Il giudice, ritenuta la sussistenza del fumus boni iuris, ha ritenuto sufficientemente distintivo il marchio di PF, sulla base dell’originale accostamento dei termini “Check” e “App”, (tale abbinamento, in realtà, non sembra essere del tutto nuovo e originale, dato che è piuttosto diffuso tra le App che offrono servizi analoghi); secondo l’organo decidente tale accostamento “rievocherebbe per assonanza fonetica, il complesso di indagini che sono eseguite per valutare le condizioni di salute di una persona e, dall’altro, descrive, in modo originale, il servizio a cui si riferisce, proprio facendo leva su tale assonanza”.

Qualche perplessità desta anche il giudizio di confondibilità tra i segni a confronto.

Tale valutazione non pare aver tenuto in debita considerazione le diversità figurative e cromatiche dei segni prediligendo, invece, un’analisi più approfondita della parte denominativa degli stessi, nello specifico il giudice ha ritenuto che: “la dicitura APOTECA NATURA e la parte cromatica non sono sufficienti a scongiurare il rischio di confusione e associazione tra i marchi a confronto, costituendo varianti innocue, ove si consideri altresì che i prodotti e servizi rivendicati dai suddetti marchi sono in parte identici ed in parte affini”.

Dott. Marco Botteghi


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