FTCC | Studio Legale Associato

FTCC

News

BREXIT E IP.

brexit

I negoziati fra UE e UK in vista della Brexit proseguono, e sembra che su alcuni punti sia già stato raggiunto un accordo. La posizione ufficiale di Teresa May, com’è noto, è che non esistono accordi parziali, e che “nothing is agreed until everything is agreed”, ma intanto si deve registrare con piacere che la ragionevolezza sembra prevalere, e che si va verso un generale riconoscimento, alla fine del transition period (31 dicembre 2020), dei diritti di proprietà intellettuale acquisiti in conformità alla normativa europea.

Ferma restando l’incertezza circa l’esito finale delle trattative, la fonte della notizia è ufficiale. Si tratta del “Draft Agreement on the withdrawal of the United Kingdom of Great Britain and Northern Ireland from the Eurpean Union and the European Atomic Energy Community highlighting the progress made (coloured version) in the negotiation round with the UK of 16-19 March 2018”, pubblicato il 19 marzo scorso sul sito della Commissione UE.

Nel documento sono evidenziate in verde le parti sulle quali i negoziatori hanno raggiunto un accordo, e fra queste compaiono i principi-cardine che regolano la sorte dei diritti di proprietà intellettuale, nel solco di una sostanziale continuità della tutela. L’art. 50 è significativamente intitolato “Continued protection in the United Kingdom of registered or granted rights”, e stabilisce che il titolare di un marchio dell’Unione Europea diventerà titolare di un marchio UK, il titolare di un disegno registrato comunitario diventerà titolare di un disegno registrato UK, il titolare di un diritto su varietà vegetale diventerà titolare di un diritto su varietà nazionale UK, e che tali diritti nazionali avranno contenuto identico a quello dei corrispondenti diritti UE, e godranno della priorità derivante dal deposito, dalla registrazione, o dalla priorità invocata in UE. Altre norme stabiliscono che il titolare di un marchio o di un disegno internazionale esteso all’Unione Europea godrà parimenti di un corrispondente diritto nazionale UE; che il marchio che abbia acquisito rinomanza nell’Unione Europea prima della fine del transition period potrà godere anche in UK della più ampia tutela accordata a tali categorie di marchi; che il titolare di un diritto su un disegno non registrato sorto prima della fine del transition period continuerà ad essere tutelato in UK come disegno non registrato ai sensi della normativa nazionale, per il rimanente periodo di protezione; e che altrettanto accadrà per le banche dati.

Un quadro nel suo complesso confortante, in definitiva. E che dovrebbe dare serenità, se confermato, alle imprese che temono per la sorte dei loro titoli di proprietà intellettuale europei dopo la Brexit, e che per tale motivo si stanno affrettando a duplicare i titoli di protezione, ricorrendo a registrazioni UK che forse si riveleranno inutili.

Avv. Paolina Testa


categoria:Brevetti, design, disegni e modelliMarchi e domain namesNews