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Con sentenza n°503 del 11.01.2017 la Corte di Cassazione ha ritenuto che il celebre personaggio comico del Gabibbo non costituisce plagio del pupazzo “Big Red”, mascotte della Western Kentucky University, ideato nel 1979 dallo studente americano Ralph Carey.

Nel confermare le decisioni rese nei precedenti gradi di giudizio, la prima Sezione Civile ha ritenuto che il pupazzo “Big Red” non assurge al livello di opera creativa proteggibile ai sensi della l. n°633/1941 sulla protezione del diritto d’autore, in quanto non difforme da altri pupazzi comunemente conosciuti. In particolare la Corte ha ribadito quanto in precedenza sancito dalla Corte d’Appello di Bologna, ovverosia che la mascotte americana “non si discosta in modo rilevante da altri pupazzi, tutti caratterizzati dall’essere goffi umanoidi costituiti da una massa amorfa di colore rosso, con grande testa ed occhi e bocca larga” e “appare dunque un’espressione scontata e banale, per la semplicità delle linee e delle soluzioni grafiche adottate, le quali non sarebbero in grado di raggiungere la soglia della creatività minima richiesta per la tutela autorale”.

In via incidentale, la Corte ha ritenuto opportuno aggiungere che se anche il pupazzo “Big Red” fosse stato suscettibile di protezione ai sensi del diritto d’autore, in ogni caso il Gabibbo non avrebbe potuto considerarsi un plagio di “Big Red”, dal momento che presenta differenze morfologiche “significative” (tra queste: la forma del corpo, la presenza del naso, la forma della bocca) in grado di segnare una profonda diversità nella forma esteriore, tale da escludere in radice l’ipotesi di plagio.

Tale decisione evidenzia come in giurisprudenza non vi sia uniformità di vedute, né per quanto attiene ai requisiti minimi di protezione dell’opera creativa, né per quanto riguarda il criterio da adottare nel giudizio di confondibilità tra opere creative affini. Sebbene – come accennato – solo in via incidentale, la Corte ha infatti effettuato una valutazione analitica dei singoli elementi diversificanti i due personaggi.

In precedenza – in un procedimento avente ad oggetto i medesimi personaggi – il Tribunale di Milano (con sentenza n°4145 del 6.04.2012, poi riformata in Appello) aveva affermato la proteggibilità di “Big Red” e la sussistenza del plagio della mascotte americana ad opera del Gabibbo operando un giudizio di confondibilità tra i due personaggi basato sull’impressione d’insieme suscitata nel comune osservatore.

Dott. Marco Botteghi


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