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sequestro

Dal 18 gennaio 2017 è scattata l’applicazione del Regolamento U.E. n. 655/2014 che ha istituito una procedura, valida per tutti gli Stati dell’Unione, volta ad ottenere un’ordinanza europea di sequestro conservativo sui conti bancari tenuti in uno Stato membro; ciò a tutela del successivo recupero dei soli crediti pecuniari, in materia civile e commerciale (con alcune esclusioni) e nei soli “casi transfrontalieri” (ossia quando il conto bancario si trovi in uno Stato membro diverso da quello dell’autorità giudiziaria presso cui è richiesta l’ordinanza o da quello ove ha domicilio il creditore).

La procedura (attivabile non solo quando il creditore sia già munito di titolo – ossia, di una decisione o transazione giudiziarie, o di un atto pubblico – che imponga al debitore di pagare, ma anche prima dell’instaurazione di un procedimento di merito contro il debitore, o in sua pendenza), si caratterizza per celerità e snellezza, essendo previsto, tra l’altro:

1)            la non necessità, per il creditore, di essere rappresentato da un professionista;

2)            l’avvio della procedura mediante deposito di un modulo standard (v. istituito dal  Regolamento n. 1823/2016 entrato in vigore il 18.01.2017);

3)            la mancanza di contraddittorio con il debitore (il quale viene a conoscenza dell’ordinanza nei tre giorni lavorativi successivi alla sua attuazione da parte della banca);

4)            l’emissione dell’ordinanza entro cinque o dieci giorni (a seconda che il creditore disponga o meno di uno dei suddetti titoli) dal deposito della richiesta di ordinanza, o dal suo completamento (se richiesto);

5)            l’immediata esecutività dell’ordinanza negli altri Stati membri, senza necessità di dichiarazione ad hoc.

Particolarmente interessante è poi la possibilità per il creditore, munito di un titolo, di chiedere all’autorità giudiziaria presso cui ha avanzato la domanda di sequestro di richiedere che l’autorità d’informazione dello Stato membro dell’esecuzione ottenga le informazioni necessarie per identificare la banca o le banche e il conto o i conti del debitore.

A tutela del debitore, oltre alla possibilità di chiedere, a determinate condizioni, la revoca o la modifica dell’ordinanza ovvero di farne limitare o cessare l’esecuzione, il Regolamento prevede che il creditore, qualora sia privo di un titolo, debba:

1)            provare, oltre al periculum in mora, anche la fondatezza della sua pretesa creditoria;

2)            prestare una garanzia volta ad impedire abusi della procedura ed assicurare il risarcimento dell’eventuale danno causato al debitore (garanzia che, qualora il creditore sia munito di titolo, può comunque essere imposta dal giudice);

3)            attivare la procedura di merito entro trenta giorni dalla data di deposito della domanda di sequestro o entro quattordici giorni dall’emissione dell’ordinanza, se posteriore.

In conclusione, un nuovo strumento facoltativo di tutela del credito, volto a rafforzare l’efficacia delle azioni di recupero nella UE e quindi in grado di aumentare la fiducia nei rapporti commerciali tra soggetti dei diversi Stati membri, favorendone un maggior sviluppo.

Avv. Rosanna Bisegna


categoria:Attività d’impresaNews