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Una  vicenda che ha sicuramente fatto scalpore nelle ultime settimane è quella che ha interessato la piattaforma di messaggistica istantanea Telegram.

FIEG aveva chiesto l’intervento dell’AgCom affinché inibisse l’attività posta in essere da Telegram, consistente nella diffusione sui propri canali di intere edizioni digitali di giornali e riviste, chiedendo congiuntamente la sospensione dell’accesso all’intera piattaforma.

A seguito dell’intervento di moral suasion dell’AgCom, Telegram ha spontaneamente rimosso sette degli otto canali riproducenti materiale tutelato dal diritto d’autore.

AgCom tuttavia non ha potuto effettuare alcun intervento di tipo autoritativo, per le ragioni che la stessa Autorità spiega nel suo comunicato stampa del 23 aprile 2020. Pur riconoscendo la violazione e il grave danno che la condotta della società sita a Dubai arreca all’industria editoriale italiana, AgCom sottolinea di non poter dare ingresso alla richiesta di FIEG, potendo unicamente adottare provvedimenti concernenti l’ambito di applicazione del regolamento per la tutela del diritto d’autore online (Regolamento in materia del diritto d’autore sulle reti di comunicazione elettronica e procedure attuative ai sensi del decreto legislativo 9 aprile 2003, n. 70”, approvato con la Delibera 680/13/CONS). Tale precisazione è doverosa per comprendere i limiti dell’intervento dell’AgCom, la quale, se da un lato è dotata dei poteri inibitori necessari per far cessare le violazioni del diritto d’autore, dall’altro, non ha competenza per quanto riguarda i siti ubicati fuori dal territorio nazionale.

Pertanto, come spiega l’Autorità nel proprio comunicato stampa, un suo intervento diretto nei confronti di Telegram potrebbe aversi solo a seguito di una modifica della normativa primaria che consenta di considerare stabiliti in Italia, con riferimento ai diritti di cui all’art. 4, comma 1, lettera a), del decreto legislativo n. 70 del 2003, tra cui rientrano i diritti d’autore, gli operatori che offrono servizi della società dell’informazione nel territorio italiano utilizzando risorse nazionali di numerazione.

Di conseguenza, l’AgCom si è trovata costretta ad archiviare gli atti e a trasmetterli all’Autorità competente che, in piena applicazione della legge sul diritto d’autore, altri non è che la magistratura, nella specie la magistratura penale, i cui poteri certo non soffrono delle limitazioni proprie di quelle di un’autorità amministrativa e potrà pertanto procedere perseguendo penalmente gli autori delle infrazioni segnalate.

Dott.ssa Eleonora Carletti


categoria:Diritto d’autoreNews